Secondo i dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale, United Russia ha superato la soglia del 50% con il 57,83% dei voti, traducendosi in 355 dei 450 seggi della Camera bassa del Parlamento russo, un balzo rispetto ai 324 seggi conquistati cinque anni fa.
La partecipazione alle urne è stata del 59%, in crescita rispetto al 51,7% registrato alle elezioni del 2021, segnale di un leggero aumento dell'interesse elettorale nonostante le restrizioni al pluralismo politico.
Nessun partito apertamente contrario all'invasione dell'Ucraina è stato ammesso al voto; il Partito Comunista è arrivato secondo con il 13,81% dei voti e 40 seggi, seguito dal Partito Liberaldemocratico (8,98% e 25 seggi) e da Gente Nuova (7,96% e 20 seggi). Le elezioni si sono svolte anche nei territori ucraini occupati e annessi dalla Russia.
Il turno è stato caratterizzato da attacchi informatici e incursioni di droni ucraini, a cui le autorità di Mosca hanno promesso una risposta militare, sottolineando la tensione che accompagna il processo elettorale.
L'Alta rappresentante dell'Unione europea per la politica estera, Kaja Kallas, ha definito le elezioni "un altro colpo per la democrazia russa" e ha proposto misure contro chi facilita questi voti "fittizi" nei territori occupati dell'Ucraina, denunciando la mancanza di osservatori internazionali e la soppressione del dissenso.
Il risultato conferma il consolidamento del potere di Putin e di United Russia, mentre le critiche dell'UE e le tensioni militari suggeriscono un ulteriore isolamento della Russia sul piano diplomatico e una possibile escalation delle ostilità nella regione.