L'OCSE ha pubblicato un aggiornamento delle sue previsioni macroeconomiche per le principali economie dell'Eurozona, segnando la più consistente revisione al rialzo per l'Italia: la crescita del Pil per il 2026 è ora stimata allo 0,9%, quattro decimi di punto più alta rispetto alla stima di giugno, mentre per il 2027 la previsione resta allo 0,6%, il valore più basso del gruppo.

Il rialzo è stato attribuito a un primo semestre del 2026 più robusto del previsto, con un primo trimestre particolarmente forte e un secondo trimestre altrettanto solido. La domanda interna, i consumi e gli investimenti pubblici, in particolare il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che si è concluso il 30 giugno, hanno sostenuto l'attività economica.

Nonostante il miglioramento, l'OCSE sottolinea che l'Italia continuerà a posizionarsi in fondo alla classifica delle economie dell'Eurozona: per il 2027 la crescita media dell'area è prevista all'1%, mentre la Germania dovrebbe crescere dell'1,1%, la Francia dello 0,7% e la Spagna dell'1,8%. La Germania ha anch'essa ricevuto una revisione al rialzo di 0,4 punti.

L'inflazione è un altro punto focale dell'outlook. L'OCSE conferma una crescita dei prezzi del 3% per l'Italia nel 2026 e la rialza al 2,6% per il 2027, rispetto al 2,2% previsto a giugno. L'aumento è legato soprattutto al nuovo shock energetico derivante dalla guerra in Medio Oriente e alle previsioni di un intenso fenomeno di El Niño entro la fine dell'anno, che potrebbe danneggiare i raccolti e far lievitare i prezzi alimentari.

Le famiglie italiane si trovano a fronteggiare un contesto difficile: i salari reali sono ancora del 6,1% al di sotto del livello del primo trimestre 2021, il dato più sfavorevole tra le principali economie considerate dall'OCSE, mentre i costi di carburante e le bollette energetiche rimangono elevati, rischiando di rallentare ulteriormente il recupero.

L'OCSE avverte anche di altri rischi sistemici: un possibile rincaro dell'energia, tensioni commerciali, dazi e gli effetti di eventi climatici estremi, tra cui l'El Niño. Inoltre, i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi 15 anni, spinti dalle preoccupazioni sui rischi fiscali a lungo termine e dalla forte domanda di finanziamento da parte delle società tecnologiche, inclusi i progetti legati all'intelligenza artificiale.

A livello globale, la crescita mondiale è ora stimata al 2,9% nel 2026 e al 3% nel 2027, leggermente inferiore alle previsioni di giugno. L'OCSE riconosce che gli investimenti nell'intelligenza artificiale, soprattutto negli Stati Uniti, rappresentano un potenziale motore di crescita, ma avverte che i rendimenti di tali investimenti potrebbero essere inferiori alle aspettative o ritardati, a causa di colli di bottiglia come la disponibilità di elettricità e semiconduttori avanzati.