Dopo un incontro a Pechino a metà maggio, Trump e Xi si ritroveranno quasi quattro mesi dopo a Washington, segnando il loro terzo incontro diretto in meno di un anno e il primo da più di nove anni dal loro primo summit.

Il vertice è previsto per giovedì, in un momento in cui il presidente statunitense si avvicina alle elezioni di metà mandato, e segue l’incontro di domenica a New York tra il vicepremier cinese He Lifeng e il segretario al Tesoro americano Scott Bessent, che ha riaperto la discussione sulla tregua commerciale concordata nell’ottobre scorso e in scadenza a novembre.

Secondo l’analisi di David Pierson per il New York Times, una nuova guerra di dazi e controdazi, soprattutto su minerali critici, rischierebbe di colpire i consumatori americani a ridosso delle elezioni, un rischio che Trump non può permettersi. Pierson osserva inoltre che contenere la Cina consentirebbe a Xi di guadagnare tempo per rilanciare l’economia, ricostruire i vertici militari e rafforzare la potenza industriale, tecnologica e militare.

Gli osservatori ritengono che Xi difficilmente offrirà concessioni a Trump durante il vertice, ma che la discussione sulla proroga della tregua commerciale sarà al centro dei colloqui.

I media americani segnalano che l’intelligenza artificiale sarà in cima all’agenda, mentre altri temi di rilievo includono l’Iran e il dossier Boeing.

Il Wall Street Journal evidenzia che la Cina continua a esercitare pressione militare su Taiwan, ma che Xi temerebbe che un’invasione potesse trasformarsi in un pantano. Parallelamente, Pechino intensifica gli sforzi per creare divisioni nella società taiwanese in vista delle elezioni locali di novembre, cercando di convincere gli elettori che la resistenza al controllo cinese sia inutile.

Un sondaggio della Brookings Institution, citato dal WSJ, indica che solo il 24 % degli elettori di Taiwan considera gli Stati Uniti un partner affidabile.

Chiu Chui‑Cheng, responsabile delle relazioni con Pechino a Taipei, ha dichiarato che la Cina vede il secondo mandato di Trump come una ‘occasione rara’ per influenzare l’opinione pubblica dell’isola, temendo che l’imprevedibilità di Trump possa dare a Xi più margini di manovra.

Secondo consiglieri politici cinesi citati dal giornale, l’obiettivo di Xi in vista del faccia a faccia è spingere Trump a esprimersi chiaramente contro l’indipendenza di Taiwan.

Mentre Xi si prepara a un possibile quarto mandato alla guida del Partito Comunista, nonostante le voci sulla sua salute, la sua strategia sembra mirare a gestire gli Stati Uniti attraverso vertici di alto profilo, ricchi di immagine ma poveri di sostanza, come suggerisce Pierson.

In sintesi, il vertice di Washington promette di essere un evento di grande visibilità, ma le aspettative di concessioni concrete rimangono basse, con la tregua commerciale, l’AI e la questione Taiwan che rimangono i punti più delicati.