Durante la cerimonia di apertura del Congresso, tenutosi dal 22 al 25 settembre presso il Generali Convention Center del Porto Vecchio a Trieste, Sisto ha evidenziato che la riforma degli ordini professionali mira a riconoscere i mutamenti intervenuti nelle varie professioni e a rimuovere norme obsolete che potevano ostacolare la crescita, in particolare nel settore dell’ingegneria.

Il vice ministro ha spiegato che, grazie alla riforma, gli ingegneri hanno ampliato notevolmente il loro raggio d’azione: ora esistono figure specializzate come l’ingegnere biomedico, l’ingegnere della sicurezza e l’ingegnere gestionale, settori che in passato erano poco o per nulla coperti dalla disciplina tradizionale dell’ingegneria.

Questa diversificazione, ha aggiunto Sisto, comporta una maggiore complessità delle attività professionali e, di conseguenza, richiede una più elevata specializzazione, responsabilità e personalità da parte dei professionisti. La normativa deve quindi evolversi per garantire che le competenze specifiche siano riconosciute e tutelate.

Il 70° Congresso nazionale degli Ingegneri, dal titolo “Nuove frontiere, nuove responsabilità”, riunisce esperti, accademici e rappresentanti delle associazioni di categoria per discutere le sfide future del settore e valutare l’impatto della riforma sugli ordinamenti professionali.

Sisto ha concluso sottolineando che la riforma, ancora in corso, rappresenta un passo fondamentale per sostenere l'innovazione e la competitività dell’ingegneria italiana, favorendo al contempo una maggiore tutela dei consumatori e della sicurezza dei progetti.